Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

LA VALNERINA
Frate Francesco d'Assisi e la Valnerina
Insediamenti Francescani duecenteschi in Valnerina
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Visso
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Cascia
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Vallo di Nera
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Montefranco: convento di San Bernardino da Siena
VISSO

VISSO

Visso

 

 

S tando agli attenti studi dello storico conventuale Antonio Righini, il Comune di Visso concesse ai francescani la chiesetta di San Biagio, nella costa tra i fiumi Nera e Ussita. Questo convento avrebbe ospitato tre Capitoli provinciali, rispettivamente nel 1450, 1456, 1493.

Quando, nel 1450, i francescani lasciarono il convento di Monte San Martino, i frati di Visso gli successero nell’amministrazione dell’Ospedale di San Lazzaro.

Nel convento di Visso vi avrebbe predicato San Giacomo della Marca, il quale, tra l’altro, avrebbe riportato la pace tra le famiglie lacerate da odi. Le “Riformanze” di Ussita, in data 22 gennaio 1426, riportano: «Per la grazia dell'altissimo Gesù, miracolosamente trasfusa in frate Giacomo d'Ascoli, predicatore dell'Ordine di San Francesco, è stata conclusa la pace in questa terra di Visso e suo contado, tra tutti coloro che vivevano in odio o inimicizia o per altri eccessi, avvenuti dal tempo così detto dei Bianchi fino al dì d'oggi. Discordie e dissensioni di qualunque sorta sono state completamente rimosse, sicché tra la terra e il contado, ritornati in perfetta pace, per la grazia di Dio, al presente non è da deplorarsi discordia alcuna».

Il Wadding riassume come segue la sorte del convento ai suoi tempi (sec. XVII): «C’è nella diocesi di Spoleto un villaggio di nome Visso, ove hanno dimora i Minori Conventuali, cui concesse il convento la Comunità del luogo. In quale anno avvenisse ciò è incerto, per la scomparsa dei documenti, a causa delle incursioni belliche, dell’incendio dell’archivio comunale, e per le ripetute inondazioni del Nera; tanto che si scorgono appena i capitelli delle colonne dell’antico chiostro e il pavimento dell’antica chiesa dovette essere rialzato. Ciò non impedisce di desumere dalle lapidi marmoree la grande antichità della chiesa e del convento. Dall’Archivio risulta che la primitiva chiesa era dedicata a San Biagio, la cui festa si celebra tuttora».

A Visso era anche un monastero di religiose intitolato a Santa Maria, riformato, nel 1372, dallo stesso beato Paoluccio Trinci da Foligno, indiscusso “padre” dell’Osservanza francescana. Narra lo Iacobilli: «circa a quest'anno (1372) il B. Paoluccio Trinci edifica due altri monasterii sotto il terz’ordine conventuale di s. Francesco simili a quello dell’Annunziata detto di sopra nel 1370: uno in Foligno sotto il titolo della SS. Trinità, contiguo all’hospidale detto de Diotaccomandi nella compagnìa della Spada et un altro nella terra di Visso, sotto il titolo di S. Maria. E questi furono li primi monasterii terziarii francescani che fussero ridotti in monasterii sotto l’obbligo di tre voti, perché prima vivevano le terziarie nelle proprie case e non rinchiuse in monasterii; et il B. Paoluccio fece a tutti tre questi monasterii concedere tutte l’indulgenze e privilegii dell’ordine minore francescano (…)».

 

 


Paolo Rossi
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